CHE COSA SIGNIFICA STATURISMO?
Lo staturismo è il pregiudizio verso le persone caratterizzate da valori di altezza diversi dai convenzionali, riferiti a quel luogo e a quel tempo.. Più precisamente è la diffidenza sociale (esplicita o occulta) -che si manifesta con diversità di accesso e di integrazione nelle relazioni e nelle strutture istituzionali- verso gli alti e verso i bassi. Noi ci occupiamo dell’ipostaturimo
BASSA STATURA IDIOPATICA

‘Il favoritismo di cui godono le persone alte è una delle forme di pregiudizio più evidenti e tollerate nella nostra società’’, è stato scritto[1].
Il sociologo americano Saul Feldman nel 1971 ha coniato il termine ‘hightism’ per descrivere la discriminazione degli individui in base all’altezza. L’ha utilizzato nel titolo di un suo lavoro[2]. Da allora hightism è entrato nel linguaggio giornalistico, nel lessico internazionale e in alcuni importanti dizionari[3]. In Italia non abbiamo un equivalente. Ispirandoci in parte al neologismo di Feldman, in questa sede ne inauguriamo un altro: lo ‘Staturismo.’
Lo Staturismo è l’atteggiamento di ostilità e di emarginazione nei confronti delle persone di statura diversa dalla media. E’ l’analogo del sessimo per i pregiudizi di genere e del razzismo per i pregiudizi di razza. E’ la più nascosta fobia sociale dei nostri tempi. E’ la nuova trincea contro l’uguaglianza dei diritti civili.
La nostra cultura è imbevuta di Staturismo. L’obiettivo di questo blog è di renderne tutti più consapevoli. Le persone di bassa statura, per prime.
‘Anche se la nostra istintiva e inoculata preferenza per gli alti è pervasiva, generalmente non ci accorgiamo della sua esistenza..Il risultato è che la persona bassa sente che qualcosa non va, ma non riesce a definire che cosa…Combattere contro lo staturismo è come lottare contro un fantasma[4]’

Sono considerate generalmente persone di bassa statura coloro che ricadono sotto due deviazioni standard dalla media. Corrispondono circa al 2,3% della popolazione. In centimetri? Dipende dalla nazionalità. Nei paesi sviluppati generalmente sono considerate bassi i maschi al di sotto dei 163 centimetri e le donne sotto i 150 centimetri. Secondo altri parametri -più intransigenti- sono definiti bassi i maschi al di sotto dei 170 e le donne al di sotto dei 157 centimetri. Ognuno di noi può scegliere i valori che meglio lo difendono dall’accusa. Se si è nati in Olanda, dove risiede la popolazione più alta del mondo (media: 184), la situazione per gli ipostatutari è più difficile!
Le cause della bassa statura sono molte. Note e non note. In questo blog non si parla dei ‘bassi’ con patologie conclamate: Sindrome di Turner, Sindrome di Prader-Willi, acondroplasia, insufficienza renale cronica, nanismo. Le motivazioni mediche spiegano circa il 5% dei casi di bassa statura[5]. In questo libro si dà voce agli individui con ‘idiopathic short stature’. La bassa statura idiomatica.
Chi sono ‘gli’ ISS?
Gli ISS sono una nuova categoria, inventata dalle case farmaceutiche. Sono i bassi che madre natura ha voluti così, perché i loro genitori non sono Watussi. L’incrocio casuale dei geni ha deciso che il loro target fosse quello. In famiglia magari gli ISS hanno fratelli o sorelle con altezze più elevate. Il loro soma ha una dimensione diversa dalla media, semplicemente perché…perché…perché è così!
Lo staturismo e la bassa statura idiopatica sono gli argomenti di questo blog. Spero che vi interessi e che lo leggiate.
IL DESTINO ‘FARMACOLOGICO’
Idiopatico è una parola medica ambigua, un po’ canzonatoria. E’ un aggettivo che qualifica uno stato, come non conseguente a nessun processo morboso. Io sono un biondo idiopatico, si potrebbe dire. Essere una persona di statura bassa idiopatica significava fino a pochi anni fa, che non ci sarebbero state alternative. L’anatomia è destino, sentenziava Freud.

Oggi la farmacologia offre soluzioni inaspettate. Per una somma dai 20.000 ai 50.000 euro e per una cura di qualche anno, la terapia ormonale promette di alzare l’altezza di un adolescente fino a dieci centimetri. Poco? Sufficiente a farlo uscire dai margini della curva a campana delle altezze dei suoi coetanei. Sufficiente ad affrancarlo dalla condizione di basso idiopatico (che suona pure male), è stato scritto.

Per creare mercato le case farmaceutiche hanno pagato studi che sensibilizzassero sui problemi psicologici legati all’altezza. In una società dominata dallo Staturismo, le ditte produttrici del r-hGH, l’ormone ricombinante della crescita, hanno gettato benzina sul fuoco. Hanno foraggiato studi allarmistici e hanno aumentato lo scontento e l’insofferenza dell’opinione pubblica nei confronti dell’esser bassi. L’assunzione dell’ormone gonadotropo è stata consigliata all’inizio per correggere la bassa statura di quel 5% di persone di cui si conoscono le causa mediche. Persone che si collocano generalmente ben al di sotto del 2° percentile. Ma non bastava. Il mercato sarebbe rimasto troppo esiguo. Nel 2003 l’uso del r-hGH è stato legalizzato anche per evitare il disagio psicologico di tutti gli adolescenti ISS. Cioè i bassi idiopatici; quelli la cui altezza non presenta cause o complicazioni mediche.
Il trattamento farmacologico -è la tesi implicita- diventa l’unica salvezza dall’inferno che attende il futuro dei normal shorts. Secondo il messaggio dello staturismo prezzolato, promosso dalle case farmaceutiche, nessun successo sentimentale, sociale ed economico può arridere ad un ISS. E’ colpevole negarlo e non porvi rimedio.
Lo staturismo è una cosa seria.
LE ESPRESSIONI DELLO STATURISMO

Il linguaggio comune si nutre di stereotipi. ‘Essere all’altezza di una situazione’, allude alla qualità di un individuo, misurabile in centimetri. Implicitamente definisce l’adeguatezza, l’efficacia di un soggetto, linkandolo in qualche modo alla sua altezza. ‘Essere un personaggio di statura internazionale’, è un’altra forma valutativa diffusa, analoga alla precedente. In entrambe l’altezza diventa una virtù morale. In entrambe si nasconde un sottinteso deprezzamento per il contrario. Per essere bravi bisogna essere anche alti? E viceversa chi non è fisicamente alto, può essere giudicato all’altezza di una situazione o può essere definito un personaggio di statura, senza incorrere nel ridicolo?
Lo Staturismo esiste, in mille forme.
Mettere in evidenza questi dettagli non significa ‘avere la coda di paglia’. Denunciare lo Staturismo non equivale ad essere permalosi, avere un ‘problema psicologico’ o a non possedere il senso dello humor. Il linguaggio comune veicola messaggi discriminatori. Permaloso, superficiale, intellettualmente pigro è chi non se ne accorge o non se ne vuole accorgere.
Esempi più concreti?

Quasi tutte le elezioni presidenziali americane del Ventesimo secolo[6], salvo poche eccezioni, sono state vinte dal candidato maschio, bianco, più alto. L’avvento dei dibattiti presidenziali in televisione ha introdotto l’altezza come criterio di scelta irrinunciabile. Non ho intenzione di candidarmi: non sono direttamente parte lesa. Ma mi domando: i maschi, bianchi e alti, sono per queste tre qualità migliori statisti rispetto ai bassi, alle persone di colore e alle donne? Razzismo, sessismo e staturismo sono davvero validi elementi di selezione per accedere ai posti di governo? Contro il pregiudizio razziale si è lottato, fino a riuscire ad insediare il primo presidente nero della storia degli USA. Obama. Per infrangere il tabù del primo presidente donna, manca poco. Per affrontare il pregiudizio dell’altezza, nessuno si muove.

‘La bassezza è un crimine fra i politici americani[7]’, è stato detto. La controprova? Ross Perot. Il miliardario texano, fondatore del Reform Party. Nel 1992 e nel 1996 partecipò alle elezioni presidenziali. Era uno dei più ascoltati consiglieri nazionali e federali. Le sue intuizioni coglievano spesso il segno. Secondo gli analisti aveva tutte le carte in regola per vincere. Eccetto una: l’altezza. 166 centimetri.
Fu entrambe le volte sconfitto dagli share, nei dibattiti televisivi. Era piazzato in mezzo ai due concorrenti. In piedi era alto come Clinton, seduto alla sua sinistra.

E’ giusto? Ben Gurion (152), il fondatore della patria di Israele, Mahatma Gandi (160), il liberatore non violento dell’India dall’occupazione inglese, non sono stati leader politici carismatici? Non si sono comportati in modo efficace e memorabile? Come sarebbe stato il mondo senza di loro? E allora perché il fatto di essere degli ISS dovrebbe emarginarli? Dovrebbe impedir loro di accreditarsi pubblicamente come persone capaci, affidabili ed incisive?

Nel frattempo le statistiche dei manager americani più pagati[8] rilevano un’altra ingiustizia basato sullo Staturismo. Esiste una corrispondenza diretta fra l’altezza dei candidati e l’investitura presso incarichi apicali. All’interno delle prime cinquecento società[9], la statura media degli amministratori delegati maschi è poco meno di 1,90. Neanche si trattasse dell’NBA, la più importante lega di pallacanestro americana Se sei alto hai maggiore possibilità di essere assunto e di essere meglio pagato. Uno dei numerosi studi sull’argomento[10], precisa che ogni due centimetri e mezzo in più corrispondono in media un aumento del reddito annuale di 800 dollari.

Perche? E soprattutto: perché il pregiudizio statutario non trova oppositori?
Alcune recenti ricerche hanno osato di più. Hanno tentato di correlare statisticamente altezza e QI. Più sei alto più sei smart; più sei basso più sei carente dal punto di vista intellettivo. Incredibile! L’unico merito di questa nuova forma di apartheid è che lo Staturismo è venuto allo scoperto, senza veli. Le stesse insinuazioni non erano quelle che hanno preparato il terreno in Germania e in Italia alle leggi razziali?

Non parliamo delle capacità seduttive. Eminenti ricercatori[11] hanno escluso la possibilità dei bassi di costituire la prima scelta in ogni forma di innamoramento. Salvo poche eccezioni, ai bassi -si dice- sono concessi gli avanzi. Nelle relazioni affettive i bassi, soprattutto se uomini, sono gli ultimi ad essere preferiti, provocando una specie di selezione naturale verso una popolazione sempre più alta[12]. Una società in cui loro saranno definitivamente esclusi.

Altro? Preoccupanti studi hanno indagato il rapporto negli adolescenti fra bassa statura e vittime del bullismo. Insieme ad altri fattori ambientali e caratteriali, essere bassi è fra gli indici che aumentano le possibilità di subire il mobbing scolastico[13]. Altre ricerche, svedesi, hanno correlato positivamente la bassa statura negli adulti al rischio suicidario. Ogni 5 centimetri in meno, aumenta del 9%[14] la tendenza a togliersi la vita. Non c’è da stupirsi, mi viene da dire! Se essere bassi è così svantaggioso, non rimane che questa soluzione estrema.
Ironia amara. In realtà con la loro sacralità scientifica le ricerche rivelano, confezionano e purtroppo consolidano un atteggiamento comune. Lo staturismo della nostra cultura.
LA DIVERSITA’ E LA COLPA
L’obiettivo di queste pagine è lo sviluppo di una nuova sensibilità. C
I normal shorts devono imparare a gestire l’ostilità esterna, a rivendicare diritti; a lottare con tutte le armi a disposizione. Devono sporcarsi le mani, uscendo allo scoperto. Per chi è basso deve diventare spontaneo il disappunto verso ogni espressione di commiserazione, di inabilità, di ironia, di discriminazione, di sufficienza riferita alla sua altezza. Nessuno sconto. Nessuna benevola compiacenza.
I pregiudizi si possono cambiare. Anche attraverso la modifica dei sistemi legislativi, così come sta avvenendo in alcune nazioni.
Con il fumo non è stato lo stesso? La scienza ha collegato il tabacco all’insorgenza dei tumori. Da allora si è allestito artificiosamente uno stigma. La motivazione economica di contenimento delle spese mediche oncologiche, è stato il trigger politico. Chi fuma è stato giudicato ‘out’. Cinema, pubblicità, internet, studiosi e opinion leaders di tutto il mondo hanno confermato che accendere una sigaretta è un gesto sconveniente, autolesivo, scandaloso. Il messaggio culturale è stato chiaro e massiccio. Forse anche troppo. Il fumo in Occidente è diventato un atto di respingimento sociale, sgradevole come emettere un peto. Da Humphrey Bogard a Hul Brinner i valori collegati all’uso delle sigarette si è capovolto.
La stessa operazione è stata felicemente condotta per altre lotte di liberazione culturale. Ora è il tempo di interessarsi ad un altro tema di marginalità. L’ipostaturismo.
L’obiettivo di questo BLOG è iniziare a scardinare l’equivalenza fra essere basso e essere inadeguato. L’ipostaturismo è una condizione di normale diversità. Offre alcune opportunità e ne impedisce altre. E’ uno stato morfologico, non un handicap. Come il colore degli occhi, dei capelli o della pelle. Come avere le lentigini. O come la preferenza sessuale.
Nessuno sceglie la propria altezza. L’ipostaturismo non è una colpa da espiare. Né un deficit da correggere. L’ipostaturismo è ciò che mi è stato dato e che posso ridare, nella pienezza della varietà dell’esistenza.
Deve diventare culturalmente sconveniente e imbarazzante, per chi la esercita, qualsiasi allusione alla bassa statura come elemento di emarginazione. Lo Staturismo deve diventare fuori moda. Il primo passo è comprenderne i danni sociali ed economici, oltre che psichici. La limitazione delle potenzialità sociali che provoca con le sue cecità.
Lo Staturismo è stagnazione, oscurantismo. Deve essere abbattuto, per il bene di tutti.
[1] Galbraith J. K., in Hall S., p. 255
[2] Feldman S., The presentation of shortness in everyday life-height and hightism in American society: towards a sociology of stature
[3] Second Barnharrt Dictionary of New English, 1971; Random Webster’s College Dictionary, 1991
[4] Rosenberg I.B., Height Discrimination in employment, Utah Law Review, No. 3, 2009, p. 911
[5] Rosenberg I.B., Height Discrimination in employment, Utah Law Review, No. 3, 2009, p. 929
[6] http://en.wikipedia.org/wiki/Heights_of_presidents_and_presidential_candidates_of_the_United_States
[7] Kanin Z., The short book, p. 107
[8] Economist, 1995, Short Guys Finish Last, pag. 19-22, in S. S. Hall, Una questione di statura, op. cit., p. 419
[9] Gladwell M., rivista Fortune, in Hall p. 257
[10] Judge T.A., Cable D.M., The effect og hight on workplace success and Income, Journal of Applied Psychology 89, 2004, p 428-441
[11] Salska I., Conditional mate preferences: factors influencing preferences for height, Personality and Individual Differences, 2008, p. 203-213
[12] Stulp G., London School of Hygienic and Tropical Medicine
[13] In particolare gli studi di Linda Voss e David Sandberg
[14] Magnusson P., Strong inverse Association between hight and suicide in a large color swedish men: evidence of early life origins of suicidal behavior?, Am J Psychiatry, 162:7, 2005
[15] Mancuso V., Dio e il suo destino, Garzanti, Milano, 2015, p. 43
